365/365, questo progetto finisce qui, in questo modo

Sunday, November 27, 2016

In breve: il "progetto" trecentosessantacinque, pubblicato in questo blog (quasi) giorno per giorno, finisce qui. Il virgolettato è d'obbligo.

No, non lo chiudo per motivazioni somiglianti a un "non ho più voglia" o "mi sta annoiando" o ad un "non ce la faccio”, anche se tutte sarebbero scuse lecite. La noia, poi, è uno stato d’animo nobile e rivoluzionario. Non lo chiudo nemmeno per ragioni come "non posso mica sempre portarmi la macchina fotografica con me e fotografare ogni cosa". Anzi, pensandoci bene… è proprio questo il punto. 

Quindi, la versione lunga della storia è la seguente.

Il punto è proprio quello di sentirsi in dovere di fotografare qualcosa da portare a casa, per poi condividerlo ogni santa sera, ogni maledetto giorno. Due i problemi: sentirsi "in dovere” (non si sa poi bene verso chi) e portare a casa e condividere per forza una fotografia. Quest'ultima cosa è ancora peggio: per raccontare cosa? È poi utile? Davvero utile? Spessissimo proprio no. Quindi, perché continuare ad ingrossare quel flusso continuo, mostruoso, incessante, di immagini che la società moderna continua a vomitare grazie alla tecnologia che ci ha dato questo potere? (Antonio, devi scrivere frasi più corte).
Bene, smetto perché non tutti i giorni io ho qualcosa da dire, non tutti i giorni voglio per forza avere qualcosa da dire né devo essere costretto a farlo, nemmeno da me stesso. Smetto, perché non voglio prestarmi alla moda della "foto di una pizza, #buonalapizza" - click - la devo condividere, anche io devo innondare, mi spetta di diritto. 
Può bastare così.
No, non è una coincidenza che io prenda la decisione proprio oggi, subito dopo l’intensa lezione (sì, lezione) tenuta ieri da Settimio Benedusi, proprio qui a Cagliari. Nessuna sorpresa, molte conferme. Seguo Settimio da diversi anni ormai, una guida solida per me, collaudata e sincera come il suo fare provocatorio. Qualche volta gli ho scritto, addirittura ebbe il coraggio di pubblicare sul suo blog questa mia cosa, pensata su una sua fotografia (Settimio, che azzardo!) e posso sicuramente dire che nel mio percorso di studio della fotografia è proprio grazie a lui che ho conosciuto alcuni dei grandi di questa arte: Arbus, Avedon, Penn, tanti altri... e poi gli italiani: Ugo Mulas, ne cito pochissimi, Berengo Gardin, Toni Thorimbert, Gastel. Grazie a lui ho capito, non ieri ma anche ieri, che per davvero la Fotografia è una cosa seriaimportante. Nessuna novità (ripeto), semmai una consapevolezza più forte, ruvida ma giusta. La Fotografia non si svende. 
Quindi basta con questo "progetto trecentosessantacinque", che poi nemmeno progetto era. Forse poteva avere senso solo per mantenere la pratica ed affinare la tecnica,  in entrambi i casi allora non c'è bisogno alcuno di condividere, in quanto esercizio destinato a me.
Da oggi conterà solo la progettualità. 
Ovviamente senza negarmi la leggerezza di pubblicare qualcosa senza troppe pretese, bisogna pur sorridere ogni tanto, senza chiamarlo per forza "fotografare".
La chiudo qui, ché mi si annebbia la vista e comincio a vedere in HDR (il male assoluto).

Ciao ed un rinnovato grazie a Benedusi. 

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