39/365, settembre

Saturday, September 03, 2016

Spesso, da qualche anno a questa parte, nelle sere di settembre soprattutto, mi ritrovavo intento nel porgermi* una domanda, talvolta incalzante. Mi scorgevo nel meditare circa questo presunto o reale assordante bisogno che ha questa società, pur credendosi ultra moderna, di essere ed apparire chiassosa.
Chiassosa a tutti i costi, nell'ostentazione dei modi, delle auto, dei gesti, nei costumi ma soprattutto nella fede. 
Riti, processioni, messe, simboli: tutto mi appariva sgraziatamente rumoroso. Le feste, le processioni,  i colori: tutto doveva essere accompagnato da spari, da botti, da fuochi, da cantilene, da campane urlanti al vento, quasi il rumore dovesse sempre e comunque coprire qualunque cosa, come vesti sulla vergogna. 
"La religione ha bisogno di coprire, di imporre ritmo" - suggeriva come risposta un certo brulicare vivo nella mia testa - "la fede ha bisogno di distrarre per paura di essere tradita nella sua semplicità, si nutre di regole e di ricorsioni, per questo assorda e paradossalmente conforta gli animi. Non dimenticare che il silenzio è rivelazione, spaventa, riduce..." - così continuava quella vocina - "e l'atto del ridurre porta sempre l'uomo a se stesso nudo, quindi lo induce a ragionare, perciò ad abbandonarsi sereno ai propri occhi, senza bisogno di dottrine e guide portate dall'esterno. Insomma, è guidato ad assaggiare la vita."
Nelle sere di settembre davo davvero ascolto a quella voce.
Senza aspettare ottobre, per non avere più risposte.



* nessun Io è stato maltrattato poco per la scrittura di questo post, le persone qui ritratte non sono in alcun modo associate al pensiero espresso, né hanno avuto modo di dare la propria opinione. Nessun Io è quindi ritratto in queste fotografie inutili, né si devono per forza trovare i chi e i dove, perché il tutto è normalmente e fatalmente frutto del caso.





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