Venticinque battiti

Saturday, April 26, 2014

L'uomo visse una corsa negli anni, raccontata con lingue tutte diverse. Babilonia.
"I ritorni fanno forse sempre più male delle partenze. Mi hanno detto che la leggerezza conta, che è quella a fare la differenza" - questo il suo pensiero da colonna sonora al film che i suoi occhi vedevano in quel momento.
In quel ritorno.
Venticinque colpi, venticinque gocce di pioggia dritte sui suoi occhi.
"Devo dominare la malinconia" - pensò - "così sarò più veloce di essa e la batterò in un sorriso solo".
Venticinque anni eran passati. Venticinque respiri profondi persi.
La città era diversa, anche gli spazi, questi gli apparvero mutati così come le persone, e i profumi insieme ad esse.
Fece quattro passi, sbagliò i conti, diventarono chilometri, di rena bianca e grigia che ben presto dominò l'asfalto, vincendo sul passo.
"Un tempo qui l'asfalto non c'era, era campagna e strade strette, scorciatoie, come la mia vita all'epoca, ingannevole, come i capelli folti che indossavo".
Camminò ancora, gli parve come di sentire una musica sconosciuta e canti di giovinezze andate.
"Sì, i ritorni son peggio delle partenze".
Venticinque anni.
Venticinque battiti.








You Might Also Like

0 commenti

Subscribe