Bellas Mariposas, il film

Thursday, November 01, 2012

Salto le premesse [1].
Bellas Mariposas, il film. Di Mereu. Tratto dall'omonimo romanzo di Sergio Atzeni.
Dunque: non mi è piaciuto, non mi ha convinto.
Perché?
Per diversi motivi. In primis, manca il ritmo, quello del romanzo.

- “Si, vabbè Antonio, ma tu devi vedere il film senza pensare al romanzo, anzi dimenticandolo”.

No. Non si può separare con taglio netto il film dal romanzo, magari con licenze ricadenti nel paradigma del “liberamente tratto”, perché qualsiasi opera cinematografica che da un romanzo discende, si lega a doppio filo con esso.
Non si può prescindere.
Quindi, dicevo, manca il ritmo, mancano le parole, la delicatezza, la musicalità.
La delicatezza è pilastro fondamentale del romanzo di Atzeni, perchè agisce da contrappeso perfetto per le cose e le situazioni che racconta, quello che rappresenta: l’adolescenza di due ragazzine nel palcoscenico nascosto del degrado di una periferia cagliaritana che ben conosciamo. In generale poi, io penso che l’eleganza e la delicatezza fine non siano caratteristiche che distinguono molti scrittori, avvalorandole. Peccato, quindi, non ritrovarla nel film di Mereu.
Alcuni dialoghi sono poi stati inventati, e questo ci sta. In tono discendente però.
Scompare la parlata, la lingua, lo slang grandiosamente plasmato nel romanzo, il quale compare invece a tratti, e a tratti deformato, modificato. Per esempio, le parole usate da Atzeni per vestire il “mal parlare”, nel film spesso vengono svelate, denudate. In maniera cruda. Può piacere ma secondo me perde veramente la delicatezza. Non mi si può dire che invece queste cose vi siano: leggete il romanzo, se non prima, dopo aver visto il film.
Ho poi trovato altresì forzata la scena della “coga”, innaturale e mal recitata, per stile e, di nuovo, per parlata, vi era un non so che di “stonato”.
E in quelle scene, parlo della folla, la scelta stilistica del regista ricorda una forma troppo da “fiction” TV, da soap-opera: una indistinta massa di comparse-figure-manichini.
“Coga” a parte, interpretata dalla Ramazzotti, gli altri attori e comparse mi son piaciuti [2], brave le ragazzine protagoniste, bravi gli altri, tra tutti spicca il padre di Cate (un grandissimo Luciano Curreli).
Mi è piaciuto, poi, il parlare rivolto agli spettatori della ragazzina protagonista. Bella scelta. Non male (anche se non eccelsa) la fotografia. Pessima invece la colonna sonora, probabilmente scelta per motivi di budget limitato. Ma, per chi come me, in questi due anni, ha assistito tre volte alle rappresentazioni teatrali / letture di Bellas Mariposas-romanzo da parte della Compagnia Figli D’Arte Medas con musica dei Baska, beh, il mio palato è divenuto piuttosto fine in questo contesto.
Messaggio diretto al regista: accidenti, Mereu, ma non potevi coinvolgere i Baska per la colonna sonora? - Fine messaggio diretto.

In ogni caso: andate a vederlo. Soprattutto se non conoscete il racconto.
I romanzi di Sergio Atzeni son difficili da trasporre in film, anche se “Il figlio di Bakunin”-film di Cabiddu mi piacque, e non poco.

Son tentato di rivederlo questo “Bellas Mariposas”.
Resisterò. Credo.



[1] Volutamente ommetto e scarto a priori cose tipo: “questo rappresenta il mio parere”, “siamo diventati tutti critici cinematografici?”, “se lo intendevi diversamente, il film, allora perchè non lo hai fatto tu?”, ecc...ecc... Tutte ovvietà superflue.

[2] vi è pure un grande Andrea Mameli poliziotto...ben fatto Andrea, la divisa ti dona!

You Might Also Like

0 commenti

Subscribe