MEGLIO LA SARDEGNA, MEGLIO RENATO SORU, LA SARDEGNA AI SARDI

Sunday, February 08, 2009

Mancano pochi giorni al voto.
In questa campagna elettorale abbiamo assistito a cose mai viste per le elezioni regionali in Sardegna, cose mai viste.
Abbiamo visto il governo italiano scendere in campo con tutta la cavalleria (vabbè...proprio cavalli non sono, mi vengono in mente altri animali che un poco ai cavalli sono somiglianti): ministri, ciambellani e buffoni di corte...
Evidentemente mettere le mani, letteralmente, sulla Sardegna, è diventata improvvisamente una emergenza nazionale (attenzione, fate molta attenzione a quanto si dice ultimamente attorno al nucleare...ci siamo capiti).
Probabilmente cercare un candidato di facciata (ma chi è? ma cosa ha fatto sinora?), possibilmente che stia con le orecchie basse e zitto, nasconde ben altre intenzioni.
Abbiamo assistito allo squallore di una campagna elettorale fatta di barzellette e colpi bassi, usando continuamente mezzi dello Stato italiano (ergo da noi *pagati*) ed abbiamo assistito ad una campagna elettorale di chi la fa con la propria auto, con eleganza, dignità, modestia e serietà, come quella che sta facendo Renato Soru, ma anche con grande determinazione e testardaggine.
Una campagna elettorale, la sua, fatta a sa sarda, "alla sarda", con poche o nessuna luci colorate, mirabolanti video e applicazioni di teorie dei pubblicitari che, sinceramente, mi sa che oramai hanno ben poco da dire.
Una campagna elettorale quasi "casa per casa", per spiegare i fatti, per parlare con la gente, con i Sardi, per cercare di farsi capire. Non mirabolanti effetti, bandiere al vento e cieli azzurri finti, ma modestia e concretezza, senza distanze tra le persone.
Una campagna elettorale dove, finalmente, nessuno si vergogna di parlare la nostra lingua, il Sardo, come si è fatto per troppo, troppo, tempo.
Una campagna elettorale che diventa espressione fondamentale di quello che vogliamo essere e diventare.
Non permettiamo che interessi estranei alla nostra Terra, alla nostra cultura, alla nostra lingua, alle nostre tradizioni e alla nostra identità, mettano le mani su quanto, con sacrificio, si sta portando avanti.
Non permettiamo che, ancora una volta, la nostra Terra diventi terra di conquista.
Permettiamo invece che, finalmente, siano i Sardi a decidere per i Sardi e con i Sardi, a decidere tutti insieme, a casa nostra, per il nostro futuro e nel rispetto di tutto quello che siamo e del bagaglio culturale che ci portiamo dietro.
Non permettiamo che vincano degli slogan, portati da personaggi che dietro certi sorrisi, forse, nascondono davvero solo il vuoto.

Abbiamo una grande responsabilità, ed è una responsabilità che può compromettere irrimediabilmente il nostro cammino verso il futuro.

Pensateci bene prima di consegnare le chiavi di casa ad ambigui venditori che nulla sanno della nostra vita, della nostra storia (si della nostra storia!!!) e della nostra identità, perchè sono sicuro che nessuno di voi consegnerebbe le chiavi della propria casa al primo incantatore di serpenti di passaggio. Siamo proverbiabilmente ospitali, si sa, ma non stupidi! E possiamo dimostrarlo.

Per questi e tantissimi altri motivi, io non ho alcun dubbio: voterò Renato Soru.
E lo voterò con convinzione.

Non consegnamo la nostra Terra nelle mani di chi, veramente, non sa nemmeno che cosa siano né i Sardi né la Sardegna.

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