Cibo

Wednesday, December 31, 2008

In questo Paese, e in particolare in questo stato (il Brasile e´ una repubblica federale), il Piaui´, tra l´altro uno dei piu´ poveri, c´e´ chi a fatica mangia e c´e´ chi puo´ mangiare e lo fa in una maniera spropositata. Strano modo di compensare la cosa...
Chi ha le possibilita´ di mangiare regolarmente mangia tanto, troppo. Esageratamente. Ora comincio a capire il perche´ di tante persone sovrappeso, giovani e non...la pancetta qui sembra uno status symbol.
L´alimentazione e´ pesante, ricca di grassi e proteine animali, si mangia tanta carne di manzo, riso per accompagnare tutti i piatti, farofa (farina di manioca), fagioli neri e bianchi, pesce, verdure...e si beve birra...birra...tanta birra, a fiumi e ad ogni ora del giorno: Brahma, Skol, Schincariol, ...
Se si organizza un churrasco (barbeque) per pranzo, come minimo e´ per 20 persone. Si arrostisce quella carne (anche in spiaggia volendo...) meravigliosa dalle 12:00 alle 17:00, continuamente, e continuamente si mangia, bevendo, manco a dirlo, birra...e birra e birra ancora, tutto questo facendo un tal casino che sembra di essere al mercato...senza contare la musica a volumi assurdi.
Il cibo e´, in generale, davvero buono, la carne e´ spettacolare, ottimo pure il pesce.
La frutta e´ esuberante, profumata, saporita, diversa, superba, varia. Una moltitudine di frutti, di colori e forme, anche diversissime tra loro; ho mangiato: caju´, goiaba, murici, caja´, graviola, carambola, manga, mamão (papaia), jaca, Açai´, castanha, ...
Tutte ottime, sempre secondo i propri gusti personali, da vedere sono uno spettacolo. Quelle che conosciamo di piu´ da noi: cocco e ananas, qui´ sono una banalita´ e quasi non vengono mangiate anche se tutti i frutti vengono pure utilizzati per preparare dei buonissimi frullati e succhi, da sorseggiare durante il giorno (cosi´ se uno non vuole piu´ birra...) e gelati: le gelaterie sono molto diffuse.
Qui adorano i granchi, i caranguejos, che sono considerati una prelibatezza: granchi di fiume grossi con due chele di dimensione assai diversa. Vengono bolliti vivi ed hanno zampe pelose, una volta sbollentati un poco (non importa poi se rimane del fango appiccicato nelle loro zampe o nel corpo) vengono avidamente "smontati" e fracassati a colpi di martelletti di legno, i quali vengono "forniti" a tutti i commensali: un martelletto e una tavoletta sulla quale battere a ciascuno...e bisogna pure essere veloci, altrimenti ti fregano le chele, che e´la parte che, una volta frantumata la corazza, contiene piu´ polpa. Io non ne vado matto, tutti impazziscono...e io non ne vado matto.
Ottime pure le verdure e le insalate.
Discutibile il vino: "vino da brasiliani" mi dicono, dolce, un miscuglio di sapori terribilmente fruttati ed esageratamente dolce.
Ieri, per cena, abbiamo organizzato una cena italo-sarda, a base di pasta: spaghetti conditi con speck, zucchine e funghi porcini (rigorosamente, a parte le zucchine, tutto portato dalla Sardegna) e malloreddus a sa campidanesa, che ho cucinato, purtroppo, facendo il sugo con una salsiccia fresca locale, che qui chiamano linguissa toscana: solo carne, senza spezie, senza aceto o vin0 bianco, senza anice o semi di finocchio...terribile...o comunque poco adatta per dare anima sarda alla passata di pomodoro locale. Alla fine, comunque, tra facce perplesse e delicate lamentele (diciamo "osservazioni") sul fatto che i malloreddus erano al dente (ossia cottura per noi perfetta, d´altronde qui sono abituati a mangiare la loro pasta rigorosamente scotta), tutti hanno apprezzato...anche se per me e´ stato difficile fermare fisicamente, di forza, i piu´ che tentavano di violentare il tutto con una montagna di ketchup!
Per concludere: nel Piaui´ si mangia benissimo, la birra e´ buona ma il vino...portatevelo da casa! ;-)

You Might Also Like

3 commenti

Subscribe